Mentre la sostenibilità diventa una priorità globale, la scienza dei materiali sta avanzando a una velocità senza precedenti. Nel campo dei materiali ad alte prestazioni, gli elastomeri termoplastici (TPE), che combinano l’elasticità simile alla gomma con la lavorabilità della plastica, stanno attraversando una profonda trasformazione ecologica. Tradizionalmente derivata dal petrolio non rinnovabile, la produzione di TPE sta ora assistendo all’emergere di alternative biologiche ottenute da risorse rinnovabili. Questo cambiamento promette di ridurre le emissioni di carbonio, conservare risorse limitate e creare nuove opportunità per i produttori.
Tuttavia, tale cambiamento trasformativo non avviene senza ostacoli. Magdalena Michl, Product Manager EMEA presso KRAIBURG TPE, fornisce un'analisi esperta delle principali sfide che l'adozione di TPE a base biologica deve affrontare e delle strategie per superarle. Sottolinea che la transizione dai materiali fossili a quelli rinnovabili e riciclati è fondamentale per ridurre l’impatto ambientale e preservare le risorse naturali. Sebbene le soluzioni a base biologica presentino opportunità interessanti, la loro implementazione pratica deve affrontare ostacoli significativi.
Diverse aziende hanno introdotto con successo prodotti TPE a base biologica che riducono significativamente l’impronta di carbonio del prodotto (PCF). Questi materiali supportano il passaggio a materie prime rinnovabili e aiutano a raggiungere obiettivi di riduzione della CO₂ sia a breve che a lungo termine. Tuttavia, nonostante il forte interesse del mercato, i tassi di adozione rimangono più lenti del previsto. Dal suo punto di vista di product manager, Michl identifica tre sfide fondamentali osservate durante anni di sviluppo di TPE a base biologica: prestazioni tecniche, approvvigionamento di materie prime e prezzi.
"Molti clienti si avvicinano al TPE a base biologica con cautela, chiedendosi se possa eguagliare gli standard prestazionali del TPE convenzionale a base fossile, in particolare nelle applicazioni più impegnative", spiega Michl. Ciò rappresenta la barriera principale all'adozione. Superarlo richiede uno sviluppo continuo delle materie prime e test rigorosi per fornire soluzioni pronte per il mercato che dimostrino che i materiali di origine biologica non richiedono compromessi in termini di prestazioni.
KRAIBURG TPE ha investito molto in questo settore. La loro ricerca rivela numerose materie prime di origine biologica con caratteristiche prestazionali che competono con quelle dei materiali vergini. "Abbiamo incorporato con successo molti di questi materiali di origine biologica nel nostro portafoglio di prodotti, soddisfacendo anche requisiti esigenti come la forte adesione a substrati polari come ABS/PC o poliammidi", afferma Michl. Attraverso un'attenta selezione e formulazione dei materiali, i TPE di origine biologica possono competere con, e talvolta superare, le alternative tradizionali.
La provenienza delle materie prime presenta un’altra questione complessa. "La strategia di approvvigionamento dipende in gran parte da come ci posizioniamo e come effettuiamo le selezioni", sottolinea Michl. "Raccomandiamo vivamente alle aziende che utilizzano materiali di origine biologica di definire chiaramente quali materie prime utilizzeranno e quali evitare." Diventa essenziale una profonda comprensione del background materiale o la collaborazione con fornitori competenti con politiche di approvvigionamento chiare.
KRAIBURG TPE si concentra strategicamente sulle materie prime di origine biologica di seconda e terza generazione, come definito dagli standard UE. Questi materiali derivano da colture non alimentari, sottoprodotti della produzione di alimenti/mangimi e vari flussi di rifiuti, evitando la concorrenza con le risorse alimentari. "La scelta di materiali di seconda e terza generazione consente di ottenere un migliore equilibrio ambientale e un'efficienza delle risorse, garantendo al tempo stesso la stabilità della catena di approvvigionamento", chiarisce Michl. Questo chiaro posizionamento aiuta ad alleviare le preoccupazioni relative ai biomateriali che sostituiscono la produzione alimentare e fornisce solide basi per le dichiarazioni di sostenibilità.
Il prezzo rimane un fattore critico nell’adozione di nuovi materiali. "I costi delle materie prime rappresentano sfide significative", riconosce Michl. "Attualmente, il TPE di origine biologica ha prezzi sostanzialmente più alti rispetto ai materiali vergini, riflettendo volumi di domanda di mercato inferiori." Tuttavia, nota che questa dinamica dei prezzi è tipica durante le prime fasi di adozione.
Affrontare le barriere legate ai costi richiede approcci collaborativi e strategici. Michl pone l’accento sulla costruzione di forti rapporti fornitore-cliente, sulla definizione di chiare strategie di transizione ai materiali rinnovabili e sul mantenimento di aspettative realistiche sui vantaggi dei biomateriali. "Stiamo collaborando con i fornitori per sviluppare metodi di produzione più efficienti in termini di costi e catene di fornitura ottimizzate, aiutando al contempo i clienti a comprendere il valore a lungo termine dei TPE di origine biologica nella riduzione dell'impronta di carbonio, nel miglioramento dell'immagine del marchio e nel rispetto delle normative più stringenti", spiega. Attraverso tali sforzi, l’industria può ridurre gradualmente le differenze di prezzo rispetto ai materiali convenzionali.
Affrontando queste tre sfide – prestazioni, approvvigionamento e prezzi – il settore può sfruttare appieno il potenziale dei TPE di origine biologica e accelerare la trasformazione sostenibile. "Ogni innovazione materiale rappresenta un'opportunità per una maggiore armonia ambientale", conclude Michl. "Prevediamo di vedere i TPE di origine biologica svolgere un ruolo sempre più importante in tutte le applicazioni per ridurre gli impatti ecologici."
In qualità di pioniere del settore in questa transizione verde, KRAIBURG TPE continua a promuovere soluzioni di materiali sostenibili. "Sono entusiasta di vedere dove porterà questo viaggio e accolgo con favore le discussioni sulle potenziali soluzioni", osserva Michl, sottolineando l'importanza della collaborazione industriale nella costruzione di un futuro più sostenibile.